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Ma tu sei un "hacker"?

La domanda me la pone (con atteggiamento a meta' tra il sospettoso ed il preoccupato) una persona che conosco (che non si puo' definire "mio amico"). Ed il suo tono, per la serie "ma tu spacci droga?", mi da' un po' da pensare.

Negli ultimi tempi il termine "hacker" ha assunto sempre piu' delle connotazioni negative. Fino ad essere paragonato ai piu' abbietti e truci rapinatori di banche.

Ebbene, e' il momento di dire la verita': l'hacker non e' un delinquente, ne' un rapinatore, ne' un criminale ne' altro individuo di stampo malavitoso. Quello che i nostri vituperati mass-media chiamano hacker andrebbe chiamato molto piu' propriamente cracker.

Il termine "hacker" e' stato coniato agli inizi della storia di Internet e degli esperimenti ArpaNet, il termine sta' ad indicare un modo di essere piu' che una singola persona o categoria di persone, e non si applica solamente all'informatica ma anche a moltissime altre cose.

Un altro gruppo di persone si fregiano del termine "hacker", ma non lo sono. Questo tipo di persone (di solito maschi al di sotto dei 18 anni) cercano il divertimento nel bypassare le protezioni di siti web e/o sistemi telefonici. I veri hacker chiamano questi individui cracker e li considerano pigri, noiosi, irresponsabili e non particolarmente intelligenti.

Si puo' obiettare che violare la security di un sito internet non e' una cosa molto semplice, ma farlo non rende "geni del computer", non piu' di quanto saper avviare un auto senza le chiavi renda un Ingegniere.

La differenza e molto semplice: un hacker e' una persona che costruisce le cose, un cracker si diverte invece a romperle.

Un hacker costruisce cose (di solito programmi o comunque cose collegate ai computer, ma non sempre) e risolve i problemi, non sempre i SUOI problemi, ma spesso anche quelli degli altri. Un hacker e' (in genere) disponibile ad ascoltare i problemi altrui ed a cercare soluzioni, spesso senza pretendere niente in cambio. La "comunita' hacker" e' fondata sul rispetto delle capacita' reciproche e sullo scambio libero di informazioni.

Di solito l'atteggiamento hackeristico verso il mondo e' del tipo "ci sono un sacco di problemi interessanti che aspettano solo di essere risolti".

E' difficile che un hacker rimanga bloccato per parecchio da un singolo problema, e' assai piu' facile che trovi invece delle soluzioni non proprio "ortodosse".

Recentemente, ho anche letto una "statistica" (non so come altro chiamarla) in cui pare che gli hacker siano tra i dipendenti piu' ricercati negli USA dalle societa' di software per la loro elevata produttivita'.

Davide Bianchi
27 Ottobre 2000

Davide Bianchi
22/03/2008 00:00

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